L’esperienza degli eventi all’estero ha rappresentato un momento di confronto profondo sul tema dell’architettura industriale contemporanea. A Madrid, la tavola rotonda organizzata al COAM ha riunito relatori italiani e spagnoli per discutere di patrimonio, recupero e nuovi usi dell’architettura produttiva. Il dialogo si è sviluppato attraverso linguaggi diversi, video, modelli e fotografie, offrendo una narrazione corale delle trasformazioni in atto. La tavola rotonda ha offerto una riflessione sulle tendenze europee di rigenerazione e innovazione degli spazi industriali, culminando in un confronto aperto su casi studio di edifici nuovi e riconvertiti.
A Barcellona, invece, l’incontro con gli studenti ha assunto una dimensione didattica e ispirazionale: sono stati presentati esempi di architettura industriale di qualità, dalle cantine toscane integrate nel paesaggio al silos del Nord Europa trasformato in museo. Due esperienze complementari che pongono la domanda chiave: come l’industria cambia la città, o come la società trasforma l’industria?
Opening – Event introduction
Roberto Podda, Associate Professor, Director of the Sino-Italian Urban Regeneration HUB (SIURH), Design School, Xi’an Jiaotong-Liverpool University
Greetings
Marc Aurel Schnabel, Dean of the Design School, Xi’an Jiaotong-Liverpool University
Juan Carlos Dall’Asta, Senior Associate Professor, HoD Department of Architecture, Xi’an Jiaotong-Liverpool University.
Keynote lecture
Sofia Cattinari, President Fondazione Architetti di Modena
Other speech
Andrea Iacomoni, Associate Professor, Director of Fo.Cu.S., Interdepartmental Research Center Sapienza University of Rome
Alessandro Cece, Associate Professor, Sino-Italian Urban Regeneration HUB (SIURH) Deputy-Director, Design School, Xi’an Jiaotong-Liverpool University
Q&A
Following, at 4:30 p.m., vernissage exhibition “Le 20 Architetture Industriali”; through a careful phase of research and selection, the Fondazione Architetti di Modena, has identified and gathered in this exhibition the most significant projects developed by architectural firms operating in Italy, which have distinguished themselves for the quality of their work in the industrial sector.
Apertura – Introduzione
Roberto Podda, Professore Associato, Direttore del Sino-Italian Urban Regeneration HUB (SIURH), Design School, Xi’an Jiaotong-Liverpool University
Saluti
Marc Aurel Schnabel, Preside della Design School, Xi’an Jiaotong-Liverpool University
Juan Carlos Dall’Asta, Professore Associato Senior, Responsabile del Dipartimento di Architettura, Xi’an Jiaotong-Liverpool University
Relaziona
Sofia Cattinari, Presidente Fondazione Architetti di Modena
Andrea Iacomoni, Professore Associato, Direttore di Fo.Cu.S., Centro Interdipartimentale di Ricerca, Sapienza Università di Roma
Alessandro Cece, Professore Associato, Vice-Direttore del Sino-Italian Urban Regeneration HUB (SIURH), Design School, Xi’an Jiaotong-Liverpool University
La conferenza si sviluppa in tre momenti principali, ciascuno dedicato a un diverso livello di approfondimento sul tema dell’architettura industriale, anche attraverso la presentazione di casi studio.
Si discutono tendenze progettuali attuali e possibili sviluppi futuri e del ruolo dell’architettura come strumento di innovazione urbana e culturale, un’occasione per condividere esperienze progettuali significative e riflettere sulle potenzialità dell’architettura industriale nel contesto contemporaneo.
Il primo momento riguarda la presentazione delle attività promosse da IF – Industria Festival Architettura, con un focus sui progetti realizzati in Italia e sui risultati raggiunti. In questa occasione viene anche proiettato un video riassuntivo del festival e del bando IFA CLIP, a testimonianza della varietà di esperienze attivate.
La seconda parte è dedicata a una riflessione sull’architettura industriale contemporanea e sui luoghi di lavoro in ambito europeo, con con focus sugli uffici e l’interior design.
Nella terza parte vengono analizzati importanti interventi di rigenerazione urbana di aree industriali, come il porto di Rotterdam.
José Luis Esteban Penelas
Susanna Mora
Calogero BellancaCalogero Bellanca
Carlos Arroyo
Arturo Franco
Stefano Gri
José Luis Esteban Penelas è un architetto e urbanista spagnolo, fondatore dello studio Penelas Architects e professore di Progettazione Architettonica presso l’Università Europea di Madrid. Laureato nel 1985 all’ETSAM, ha una lunga esperienza nella progettazione urbana e architettonica, con progetti realizzati in Spagna, America Latina, Corea e Cina. Tra le sue opere più importanti ci sono il Parque Juan Carlos I, la Plaza del Museo Nacional Reina Sofía e la riqualificazione del quartiere Lavapiés a Madrid. È anche direttore del gruppo di ricerca AIR Lab Cities, che si occupa dello sviluppo sostenibile e innovativo delle megacittà, con particolare attenzione all’inclusività sociale e alla qualità urbana.
Susanna Mora è un’architetta e docente spagnola esperta in restauro e conservazione del patrimonio architettonico. È dottore presso l’Università Politecnica di Madrid, dove insegna nel Dipartimento di Costruzione e Tecnologie in Architettura. Autrice del libro premiato La restauración arquitectónica en España, ha coordinato in Spagna il progetto europeo SURE sulla riqualificazione urbana sostenibile. È membro di ICOMOS Spagna e fa parte del comitato internazionale di ICOMOS. Inoltre, è socia fondatrice del congresso ReUso, dedicato al riutilizzo del patrimonio
Calogero Bellanca è architetto e Professore associato di Restauro alla Sapienza Università di Roma, abilitato come ordinario e Delegato del Rettore per gli Affari Europei. Da oltre trent’anni opera in ambito internazionale nel restauro e nella conservazione del patrimonio architettonico.
È stato Visiting Professor in numerose università europee e vincitore del progetto Erasmus+ SURE – Sustainable Urban Rehabilitation in Europe.
Membro dell’ICOMOS e autore di oltre 120 pubblicazioni e 10 monografie su storia dell’architettura, restauro e riuso dell’esistente.
Carlos Arroyo è un architetto e urbanista spagnolo, fondatore dello studio Carlos Arroyo Architects con sede a Madrid. Laureato nel 1997, ha un dottorato e insegna alla Universidad Europea de Madrid. Ha progettato edifici innovativi e sostenibili in Europa e Africa, tra cui l’OostCampus in Belgio e la torre Nobelia in Ruanda. Il suo approccio, chiamato “esuberanza sostenibile”, unisce etica, tecnologia e sostenibilità per creare architetture da vivere. È membro del comitato scientifico di Europan Europa dal 2004.
Il progetto dello studio Carlos Arroyo Arquitectos ha trasformato radicalmente un ex stabilimento Coca-Cola a Oostkamp, in Belgio, in un centro civico multifunzionale. Invece di demolire, l’edificio è stato “upcycled”: rinforzato, isolato e riutilizzato, dando nuovo significato ai materiali esistenti. L’interno è stato ripensato come uno spazio pubblico luminoso, popolato da leggere “nuvole bianche” in gesso rinforzato con fibra di vetro. I servizi comunali sono organizzati in moduli flessibili, progettati con la partecipazione di cittadini e funzionari. La trasparenza amministrativa è enfatizzata da spazi aperti e punti informativi digitali. Il progetto integra accessibilità universale, sostenibilità ambientale e bassi consumi energetici. All’esterno, una facciata a tema forestale copre le vecchie pareti rosse e ospita pannelli solari. Il tutto è completato da un parco “produttivo” realizzato con materiali riciclati.
Arturo Franco è un architetto, curatore e artista multidisciplinare spagnolo, il cui lavoro si concentra sull’esplorazione critica delle città contemporanee e sul recupero degli spazi urbani. Alterna la pratica dell’architettura a quella della scultura e del cinema, mantenendo uno sguardo trasversale sul paesaggio urbano. È attualmente impegnato come consulente e conduttore in una serie documentaria su TVE. È stato borsista della Reale Accademia di Spagna a Roma (AECID) e del programma ART_EX. Professore presso la ETSAM, ha insegnato in diverse università internazionali. È stato critico per ABC e direttore della rivista Arquitectura COAM. Dirige la rivista accademica rita_ e la piattaforma redfundamentos. Le sue opere, tra cui gli interventi al Matadero di Madrid, hanno ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali. È stato eletto miglior docente ETSAM nel 2016 e 2017 dagli studenti.
Stefano Gri Nato a Udine nel 1963, si laurea in Architettura nel 1988 presso lo IUAV di Venezia ed è iscritto all’Ordine degli Architetti di Udine dal 1990. Dopo diverse esperienze professionali in Italia, nel 1992 si trasferisce in Spagna collaborando con lo studio di Tonet Sunyer + Jordi Badia a Barcellona. Nel 1999, assieme a Piero Zucchi, fonda a Udine lo studio di architettura GEZA Gri e Zucchi Architetti Associati, trasformatasi nel 2018 in GEZA Gri e Zucchi Architettura srl. Dal 2002 ha svolto attività di Visiting Professor presso l’Università IUAV di Venezia, l’Università di Trieste / Gorizia in Italia, presso la TUE di Eindhoven in Olanda e all’Università di Lijbljana in Slovenia.
FIGURE COINVOLTE:
Moderator, speakers, autorità istituzionali/interventi di benvenuto.
Anna Chiara Bertolazzi, architetto, è iscritta all’Ordine degli Architetti della Provincia di Modena dal 2017. È stata Consigliere dal 2017 al 2021 e Vice Presidente dal 2021 al 2025, con delega alla Formazione e ai gruppi di lavoro su comunicazione ed eventi. Attualmente è Vice Presidente della Fondazione Architetti di Modena. Dal 2019 è membro della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio del Comune di Serramazzoni. Ha collaborato per dieci anni con lo studio Progettisti Associati di Sassuolo, partecipando a progetti museali, restauri e concorsi di progettazione. Tra i lavori principali: le mostre Oltre l’emergenza e Sotto una Nuova Luce al Palazzo Ducale di Sassuolo, il Piano del Colore della Galleria Estense, il Complesso di San Pietro a Modena e l’Ex Ospedale Vecchio di Parma. Ha ottenuto il primo premio al concorso per il recupero del Campo di Fossoli e il secondo premio per la riqualificazione di Piazza Libertà ad Avellino. Ha curato la fotografia per diverse pubblicazioni dedicate a memoria e architettura. Dal 2017 esercita la libera professione occupandosi di progettazione architettonica, restauro di edifici vincolati, edilizia scolastica, ristrutturazioni residenziali e spazi per il commercio. Collabora inoltre come art director in progetti culturali e di comunicazione.
L’architettura industriale è da sempre un terreno di sperimentazione, in cui funzione e immagine si intrecciano dando vita a spazi produttivi capaci di dialogare con il contesto urbano e paesaggistico. Alcune industrie hanno assunto uno status iconico, diventando simboli identitari e riconoscibili; altre hanno fatto della tecnologia il motore di una trasformazione che ridefinisce il modo di progettare, costruire e abitare gli spazi del lavoro, contribuendo a cambiare la stessa cultura produttiva.
L’incontro ha messo in dialogo progettisti per esplorare il valore dell’architettura industriale contemporanea: tra ricerca formale e innovazione tecnologica, tra radicamento nei luoghi e apertura all’immaginazione futura. Un’occasione per riflettere su come l’industria possa continuare a essere laboratorio di linguaggi, pratiche e visioni condivise.
relatori
Markus Hedorfer, Presidente, ECTP-CEU
Serge Peeters, Presidente, CUB
Andrea Panzavolta, Fondazione Architetti Modena (FAMO)
Janet Askew, Vice-President, ECTP-CEU
L’Associazione Internazionale dei Facilitatori e cosa fa un facilitatore, a cura di IAF Italia
Kent Håkull, Administrator, ECTP-CEU
L’architettura industriale è da sempre un terreno di sperimentazione, in cui funzione e immagine si intrecciano dando vita a spazi produttivi capaci di dialogare con il contesto urbano e paesaggistico. Alcune industrie hanno assunto uno status iconico, diventando simboli identitari e riconoscibili; altre hanno fatto della tecnologia il motore di una trasformazione che ridefinisce il modo di progettare, costruire e abitare gli spazi del lavoro, contribuendo a cambiare la stessa cultura produttiva.
L’incontro mette in dialogo progettisti per esplorare il valore dell’architettura industriale contemporanea: tra ricerca formale e innovazione tecnologica, tra radicamento nei luoghi e apertura all’immaginazione futura. Un’occasione per riflettere su come l’industria possa continuare a essere laboratorio di linguaggi, pratiche e visioni condivise.v
relatori
Prof. Alberto Peñín – ESTAB Università Politecnica di Catalunya
Arch. Anna Chiara Bertolazzi – Fondazione Architetti Modena
Risultati di IF
Arch. Fiorenzo Valbonesi
Arch. Mendoza Partida
Alberto Peñin Llobell, Professore nel Dipartimento di Progetti Architettonici presso l’ESTAB dell’Università Politecnica di Catalunya dal 1999. Coordinatore del Master per l’esercizio professionale e direttore del gruppo di ricerca AR.I.EN. Condirettore della Cátedra Blanca di Barcellona e della casa editrice Palimsesto.
Parallelamente all’attività accademica e di ricerca svolge un’intensa attività professionale come collaboratore di Carlos Ferrater e dell’OAB dal 1999 e Consulente dello studio Peñín Architects che vanta 50 anni di esperienza nei campi di architettura e urbanistica, con sedi a Valencia, Gandía e Barcellona. Il suo ambito di lavoro comprende l’edilizia pubblica e privata, residenziale, insieme alla pianificazione urbanistica, al progetto urbano, dello spazio pubblico e del territorio.
bonesi, nato a Santa Sofia (FC) nel 1952, si laurea in Architettura a Firenze con una tesi in urbanistica. Dopo alcune ricerche nel campo urbanistico, dal 1980 si dedica alla professione, occupandosi di restauro di edifici storici e progettazione architettonica per committenze pubbliche e private. Dal 1985 esplora il design industriale, collaborando con aziende come iGuzzini e ONOluce. Nel 1990 fonda a Cesena lo studio asv3–officina di architettura, basato su etica, qualità e bellezza come principi fondanti. Dal 1994 svolge attività didattica e dal 1996 collabora con il prof. Antonio Andreucci all’Università di Firenze, approfondendo il rapporto tra progetto e tecnologia. Ha disegnato arredi e lampade tuttora in produzione e pubblicato numerosi studi. Con la realizzazione della cantina Campodelsole, inaugura una lunga esperienza nel settore vitivinicolo con oltre 40 cantine progettate.
Mara Partida è dottore di ricerca in Progettazione Architettonica (UPC, con lode) e ha conseguito il Master in Architettura presso la Architectural Association School of Architecture di Londra, dopo la laurea in Architettura all’ITESO di Guadalajara, Messico.
È cofondatrice dello studio MENDOZA PARTIDA, con sede a Barcellona (in precedenza MX_SI), dove affianca all’attività professionale una costante ricerca teorica e accademica. Dal 2008 è docente presso il Dipartimento di Progettazione Architettonica dell’ETSAB – Università Politecnica della Catalogna, e ha svolto incarichi di visiting professor in diverse università internazionali, tra cui la Drury University (Missouri, USA), la UACJ di Ciudad Juárez e la China Academy of Arts di Hangzhou, diretta dal professor Wang Shu.
Nel 1999 ha ottenuto una borsa di studio Conacyt per proseguire gli studi post-laurea alla Architectural Association di Londra e alla UPC di Barcellona.
Prima di fondare il proprio studio, ha collaborato con l’architetto Ricardo Legorreta a Città del Messico e con Del Campo Montoliu Architects a Barcellona.
Anna Chiara Bertolazzi, architetto, è iscritta all’Ordine degli Architetti della Provincia di Modena dal 2017. È stata Consigliere dal 2017 al 2021 e Vice Presidente dal 2021 al 2025, con delega alla Formazione e ai gruppi di lavoro su comunicazione ed eventi. Attualmente è Vice Presidente della Fondazione Architetti di Modena. Dal 2019 è membro della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio del Comune di Serramazzoni. Ha collaborato per dieci anni con lo studio Progettisti Associati di Sassuolo, partecipando a progetti museali, restauri e concorsi di progettazione. Tra i lavori principali: le mostre Oltre l’emergenza e Sotto una Nuova Luce al Palazzo Ducale di Sassuolo, il Piano del Colore della Galleria Estense, il Complesso di San Pietro a Modena e l’Ex Ospedale Vecchio di Parma. Ha ottenuto il primo premio al concorso per il recupero del Campo di Fossoli e il secondo premio per la riqualificazione di Piazza Libertà ad Avellino. Ha curato la fotografia per diverse pubblicazioni dedicate a memoria e architettura. Dal 2017 esercita la libera professione occupandosi di progettazione architettonica, restauro di edifici vincolati, edilizia scolastica, ristrutturazioni residenziali e spazi per il commercio. Collabora inoltre come art director in progetti culturali e di comunicazione.
La conferenza si è sviluppata in tre momenti principali, ciascuno dedicato a un diverso livello di approfondimento sul tema dell’architettura industriale, anche attraverso la presentazione di casi studio.
Si è discusso delle tendenze progettuali attuali e possibili sviluppi futuri e del ruolo dell’architettura come strumento di innovazione urbana e culturale, un’occasione per condividere esperienze progettuali significative e riflettere sulle potenzialità dell’architettura industriale nel contesto contemporaneo.
La prima parte è stata caratterizzata dalla presentazione delle attività promosse da IF – Industria Festival Architettura, con un focus sui progetti realizzati in Italia e sui risultati raggiunti. In questa occasione è stato anche anche proiettato un video riassuntivo del festival e del bando IFA CLIP, a testimonianza della varietà di esperienze attivate.
La seconda parte è stata dedicata a una riflessione sull’architettura industriale contemporanea e sui luoghi di lavoro in ambito europeo, con focus sugli uffici e l’interior design.
Nella terza parte sono stati analizzati importanti interventi di rigenerazione urbana di aree industriali, come il porto di Rotterdam.
relatori
Arch. Sara Campagna, UNStudio, Amsterdam
Arch. Andreas Faoro, UNLAB – UrbaN Landscape Architecture Bureau
Arch. Francesco Messori, studio d/dock Amsterdam
Arch. Timur Shabaev, Drom
Arch. Michele Zini, ZPZ Partners, Consigliere Fondazione Architetti di Modena
Sara Campagna
Senior Associate e Senior Architect presso UNS United network Studio.
Con oltre 13 anni di esperienza in architettura, pianificazione urbana e interior design ha una formazione multidisciplinare in Architettura, Ingegneria Edile ed Economia ed unisce competenze tecniche e visione creativa per progettare spazi innovativi e sostenibili.
Dal 2016 vive ad Amsterdam, dove ha contribuito a progetti che spaziano da edifici culturali e spazi pubblici a sviluppi urbani, con un focus sulla qualità della vita e la sostenibilità ambientale. Il suo lavoro combina sensibilità artistica e precisione tecnica, affrontando il design su più scale.
Sara si è laureata in Architettura e Ingegneria Edile all’Università di Bologna e ha approfondito gli studi in Economia alla Bocconi. Questa combinazione le consente di bilanciare estetica e strategia nei suoi progetti. Ha maturato esperienza internazionale in Italia, Portogallo, Hong Kong e Paesi Bassi, lavorando su progetti globali. Parla italiano, inglese e tedesco, muovendosi con disinvoltura in diversi contesti culturali e professionali.
Appassionata di comportamento sociale, arte e tecnologia, esplora l’integrazione tra tradizioni locali e innovazione. Ha condiviso le sue idee sul futuro dell’architettura tramite giurie e pubblicazioni, contribuendo al dibattito sul design contemporaneo.
Francesco Messori
Architetto. Nato: 19 novembre 1961 Modena. Cittadinanza italiana e olandese. Vive ad Amsterdam e Milano.
Education:
Dottorato in Architettura IUAV 1989
Architetto -Ordine degli Architetti Modena 1990 – 2003
Master in Industrial Design Domus academy Milano 1992
Architetto – Architectenregister Nederland 2003 present
Esperienza professionale:
1989- 2000: Francesco Messori Architetto Modena – Milano – Titolare
1992 -1993: Aldo Cibic Milano (Designer e Assistente personale del sig. Cibic)
1993-1998: Andrea Branzi Architetto Milano (Direttore dello studio)
1998-2000: Paola Navone Milano (Responsabile del design e responsabile del progetto)
2000-2003: Studio Heyligers Amsterdam (Direttore artistico)
2004: Marcel Wanders Studio Amsterdam Project Leader in Interior design
2004-presente: Fondatore, Design Director, Direttore creativo e Stratega D/Dock – Amsterdam
2021- Presente: ZUYD Hoogeschool Hotel Management Maastricht Docente di ruolo in Architettura e design
2023 -Presente: Politecnico Di Milano – Docente a contratto
Michele Zini
Architetto, è tra i soci fondatori dello studio ZPZ Partners.
Dal 1998 è docente a contratto presso il Politecnico di Milano, Facoltà del Design, dove insegna in diversi corsi di Design degli Interni e Design dei Servizi. Ha inoltre insegnato Progettazione Architettonica all’Università di Ferrara, Facoltà di Architettura, dal 2016 al 2022. Tra il 1995 e il 2002 è stato docente nei Master in Design della Domus Academy, dove ha anche coordinato i Master in Urban Management dal 1999 al 2002.
La attività professionale in ZPZ Partners si concentra nella progettazione di strutture innovative, sia in termini di concept che di qualità formale, dal metaprogetto alla direzione lavori. La filosofia progettuale si fonda sulla convinzione che la qualità degli spazi possa influenzare in modo significativo la relazione tra le persone e tra le persone e il loro ecosistema – fatto di oggetti, ambienti e natura.
Lo studio si occupa di progetti in Italia e all’estero, in particolare nei seguenti ambiti: nuovi ambienti del lavoro (uffici, headquarters, industrie); ambienti per l’apprendimento (asili nido, scuole d’infanzia, scuole, studentati); ambienti di cura e diagnosi (ospedali, case della salute, ambulatori, centri di ricerca medica); residenze.
Con sede a Modena, lo studio svolge circa il 50% della propria attività all’estero, in città come San Francisco, Washington, Tokyo, Abu Dhabi, Dubai, Al Ain, Bucarest, Mumbai, Miami, Mosca, Londra, Seoul, New York City, Madrid, Cadice, Lisbona, Panama, Bahamas, Sydney e Cascais.
Numerosi i progetti realizzati in collaborazione con altri studi di architettura e design, tra cui: Andrea Branzi, Toyo Ito, Arata Isozaki & Associates, Domus Academy Research and Consulting, Alessandro Mendini, Shinberg and Levinas, Perkins & Will, Jensen Architects.
Attraverso un dialogo tra architetti, si evidenziano alcuni aspetti sull’approccio verso l’Architettura, tra Italia e Olanda, analizzando caratteristiche, attitudini e valori delle diverse visioni sul vivere contemporaneo.
Viene confrontata la professione dell’architetto nelle due Nazioni e come questa sia influenzata dal diverso riconoscimento e impiego nel mondo del lavoro, alla luce di una condivisa opinione che l’esperienza internazionale sia sempre occasione e ricchezza umana e professionale.
Differenti casi studio saranno utili per mettere a fuoco argomenti di chi si trova a costruire un profilo internazionale sfruttando le potenzialità dei diversi paesi e riconoscendo lo sviluppo di opportunità inespresse.
Le prospettive di un rientro in Italia: opportunità o rinuncia.
L’architettura si conferma così come uno spazio di movimento e di possibilità, capace di oltrepassare i confini e rigenerarsi.
relatori
Veronica Manson – Director of Istituto Italiano di cultura
Arch. Sofia Cattinari, Presidente Fondazione Architetti di
Modena – Membro UIA e Membro ACE
Arch. Francesco Carrasso, MOSS – Makers Of Sustainable Spaces
Arch. Chiara Caselli, founder of CCONTINUA and SWAYZE Amsterdam