La conferenza inaugurale al Festival, nella forma della tavola rotonda, pone l’attenzione sul concetto di human-centric e di industria 5.0, attraverso una visione multidisciplinare e corale.
Si riflette inoltre su come anche l’Industria dovrà essere un driver attivo nel fornire soluzioni alle sfide per la società, tra cui la conservazione delle risorse, il cambiamento climatico e la stabilità sociale, contribuendo alla crescita non solo economica, ma anche sociale, mettendo il lavoratore al centro dei processi industriali stessi e promuovendo una crescita sostenibile.
Nostro comune obiettivo è progettare un modello di riferimento esemplare e positivo per il nostro pianeta che favorisca modi di produzione circolare e supporti tecnologie che rendono più efficiente l’uso delle risorse naturali nel rispetto del paradigma ESG (Environmental, Social, Governance).
Le attività industriali possono avere impatti negativi sull’ambiente, ma il loro abbandono può avere ripercussioni socioeconomiche altrettanto dannose. La permacultura, nata in Australia negli anni ‘70 per rigenerare gli ecosistemi feriti dalle azioni antropiche, offre strumenti progettuali per soddisfare i nostri bisogni senza sacrificare quelli della natura. Dall’osservazione delle dinamiche naturali derivano i princìpi che ne guidano il design, attraverso il quale si realizzano insediamenti umani che richiedono il minor apporto energetico e la minima manutenzione, valorizzando le connessioni tra gli elementi del sistema.
L’approccio ecosistemico presentato in occasione del seminario, guida anche l’organizzazione del workshop “Luoghi in prospettiva” (tenutosi il 29 marzo), poiché i partecipanti sono accompagnati a pensare e agire come piante pioniere, immaginando azioni per innescare processi di rigenerazione nei quali specie umana, vegetali e animali collaborano nella riconfigurazione di equilibri dinamici.
relatori
Andrea Minchio – Esperto di permacultura
Matilde Stolfa, – Design researcher
Andrea Minchio
Agrotecnico laureato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Bologna dove ha avuto l’opportunità di lavorare come ricercatore nell’ambito dei sistemi informativi geografici (GIS), della cartografia tematica, della topografia e dell’idrologia. Nel 2016 si diploma in Permacultura applicata presso Permaculture Association UK. Lavora come consulente e progettista di sistemi naturali, produttivi integrati e rigenerativi per privati, Onlus, ONG, aziende agricole e in progetti di Cooperazione Internazionale. Si occupa inoltre di formazione agricola e in permacultura sia in Italia che all’estero.
Matilde Stolfa
Designer e ricercatrice con base a Rotterdam, Paesi Bassi. Nella sua pratica esplora le relazioni e interdipendenze tra innalzamento dei livelli del mare, dinamiche paesaggistiche, fattori socio economici e culturali. Nei suoi lavori utilizza installazioni spaziali, video, scultura per costruire narrazioni intuitive e immersive. I suoi lavori sono stati esposti all’ADI Museo Del Design di Milano, Hong Kong Design Institute, TAC Eindhoven e altre istituzioni del settore culturale.
La conferenza “TRANSIZIONE INDUSTRIALE E RIUSO” ha come obiettivo quello di individuare alcuni punti di partenza essenziali per inquadrare il tema del RIUSO nel panorama industriale partendo dalla necessità della Transizione Sostenibile e il Green Deal.
Che cosa si intende con Industria 5.0, transizione energetica, European Green Deal e quali potrebbero essere le conseguenze sul nostro territorio? La transizione verde, digitale e sociale ci sarà (?)– anche se sarà lenta e complessa. Il panorama del riuso degli edifici industriali esistenti e dell’archeologia industriale va considerato in un’ottica di rifunzionalizzazione produttiva, di possibile cambio d’uso e sostenibilità. Quale futuro per la pianificazione delle aree produttive? La riconversione può essere una attività di rinascita e opera creativa collettiva degli edifici industriali dismessi. Riciclo, dismissione, demolizione e bonifica: quali prospettive per i colossi dell’industria che hanno come obiettivo lo smantellamento dei complessi industriali? La transizione deve fare i conti con l’etica della rigenerazione.
INTRODUCONO E MODERANO
Claudio Sgarbi e Lucia Canalini
relatori
Alberto Rinaldi – Professore Associato Dipartimento Economia Marco Biagi (DEMB), Unimore
Cosimo Beverelli – Ricercatore Dipartimento Economia Marco Biagi (DEMB), Unimore
Francesco Silvestri – Ricercatore Dipartimento di Comunicazione ed Economia Unimore
Massimo Preite – Board member di The International Committee for the Conservation of Industrial Heritage (TICCIH)Massimo Preite – Board member di The International Committee for the Conservation of Industrial Heritage (TICCIH)
Marcello Capucci – Responsabile area Territorio Città Paesaggio – Regione Emilia Romagna
Thalia Giovannelli – Trans Europe Halles
CURRICULA RELATORI
Alberto Rinaldi, Professore associato di Storia Economica all’Università di Modena e Reggio Emilia. Laureato in Economia e Commercio all’Università di Modena, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia Economica e Sociale all’Università Bocconi di Milano ed stato visiting scholar presso l’Università di Reading (GB). I suoi principali interessi di ricerca riguardano i distretti industriali e lo sviluppo locale, la network analysis applicata alla business history e la storia dell’imprenditoria femminile. È autore di sei monografie e di numerosi articoli, pubblicati su riviste internazionali quali Business History, Cliometrica, Enterprise & Society ed Explorations in Economic History.
Cosimo Beverelli lavora presso il dipartimento di economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia dal 2023 ed è Programme Associate presso il Robert Schuman Centre for Advanced Studies, Istituto Universitario Europeo. Dal 2009 al 2023 ha lavorato come economista presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio e ha insegnato all’Università di Ginevra e al World Trade Institute di Berna, oltre a svolgere una Jean Monnet Fellowship presso l’Istituto Universitario Europeo. Ha conseguito il dottorato in economia internazionale al Graduate Institute di Ginevra nel 2009. Le sue ricerche, pubblicate su riviste internazionali, attualmente si concentrano sugli impatti sanitari e ambientali delle politiche commerciali.
Francesco Silvestri, Ricercatore di Economia Applicata presso il Dipartimento Comunicazione ed Economia di UNIMORE, dove tiene i corsi di Macroeconomia ed Economia ambientale. Autore di articoli scientifici e manuali di economia circolare, gestione integrata dei rifiuti, sviluppo sostenibile e reviewer delle principali riviste internazionali che si occupano di economia circolare e dell’ambiente. Socio e membro del comitato scientifico di eco&eco Economia ed Ecologia, spin off di Nomisma nata nel 1991 per studiare gli aspetti socio-economici della tutela dell’ambiente. Affiliato a diverse società di economia applicata (CiMET, SIEPI, SIE) e dell’ambiente (EAERE, SEEDS) ed è componente associato del Trieste Laboratory on Quantitative Sustainability.
Massimo Preite, Professore di urbanistica presso il Dipartimento di Architettura (DIDA) dell’Università di Firenze, ha collaborato a numerosi progetti di pianificazione territoriale e urbanistica in Italia (Piano strategico di Firenze, Repertorio delle aree industriali e Atlante territoriale del commercio in Toscana) e all’estero (Herat Strategic Masterplan, Sustainable Destination Plan for the Ancient Cities of Upper Myanmar, Plan d’Aménagement de l’Agglomération d’Alger). Dal 2008 tiene il corso di “Patrimonio industriale: conoscenza e progetto” nel master Erasmus Mundus “Techniques, Patrimoines, Territoires de l’Industrie” (TPTI) presso l’Università di Padova. È membro dei comitati direttivi delle principali associazioni internazionali operanti nella valorizzazione del patrimonio industriale: The International Committee for the Conservation of Industrial Heritage (TICCIH), European Route of Industrial Heritage (ERIH), Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI). Dal 2017 al 2022 è stato membro del panel ICOMOS per la valutazione annuale delle candidature alla Lista UNESCO del Patrimonio mondiale. Ha coordinato numerosi progetti per la valorizzazione e gestione di siti industriali dismessi in Italia e all’estero: Bassin minier Nord Pas de Calais, Masterplan del Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere, Parco minerario dell’Amiata, Parco-museo minerario di Cozzo Disi (Agrigento). E’ autore di numerose pubblicazioni sul tema del patrimonio industriale: Paesaggi industriali del Novecento (2006), Masterplan, The development of the Mining Landscape (2009), Towards a European Heritage of the Industry (2014), Paesaggi industriali e patrimonio Unesco (2017) e Rediscovered Factories: Industrial Heritage and Architectural Project In Italy (2021).
Marcello Capucci, Laurea e Dottorato di ricerca presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna, Master in Real Estate Finance Development presso il Politecnico di Milano, Master in Public Management & Innovation conseguito presso la Bologna Business School. Presso il Comune di Modena mi sono a lungo occupato di riqualificazione e rigenerazione urbana. Dal 2014 al 2017 ho diretto il Servizio di Pianificazione Territoriale. Dal 2017 in servizio presso la Regione Emilia-Romagna, prima come responsabile del Servizio Qualità Urbana e Politiche Abitative della Regione Emilia-Romagna fino al 2023, poi alla direzione dell’Area Territorio, Città, Paesaggio, che principalmente si occupa di pianificazione territoriale e paesistica, di urbanistica, di rigenerazione urbana.
Thalia Giovannelli, E’ parte del Coordination office di Trans Europe Halles, rete europea di centri culturali indipendenti in spazi rigenerati. Con una formazione in Gestione Culturale e un Master in Management di Progetti Artistici e Culturali Internazionali, ha lavorato tra Italia, Francia, Serbia, Romania e Svezia, sostenendo iniziative culturali in contesti indipendenti e pubblici. Difenditrice della cultura indipendente e sempre alla ricerca di alternative creative, mette i suoi 8 anni di esperienza al servizio del team di Trans Europe Halles e dei suoi membri.
La conferenza RIUSO DELL’INDUSTRIA. QUALE ARCHITETTURA? si configura come una riflessione incentrata sui temi della conservazione del patrimonio industriale storico a partire
dalle buone pratiche di salvaguardia e recupero, con l’obiettivo di valorizzare e restituire alle comunità un bene culturale collettivo.
Oltre all’azione emblematica di AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale – saranno approfonditi alcuni progetti esemplari su aree ex industriali e su singoli edifici.
MODERATORI
Anna Allesina e Lucia Canalini
relatori
Edoardo Currà – Professore Ordinario di Architettura Tecnica presso “Sapienza” Università di Roma e Presidente AIPAI
Rossella Maspoli – Professoressa Associata di Tecnologia dell’Architettura, presso Politecnico di Torino e Consigliere AIPAI
Francesca Rinaldo – Heritage Manager della Fondazione MAIRE-ETS
Lucio Fontana – Architetto, Comune di Modena
Valerio Barberis –Architetto Barberis & Partners, Assessore all’Urbanistica del Comune di Prato (2014 – 2024)
Manuel Fernando Ramello – Architetto, Vice Presidente AIPAI
Barbara Catalani – Architetto, ex Assessore alla cultura del Comune di Follonica
Filippo Lambertucci – Professore Associato di Architettura degli Interni e Allestimento presso “Sapienza” Università di Roma
Fabrizio Trisoglio – Responsabile scientifico Fondazione AEM, Presidente Rete Fotografia e Presidente di giuria “AIPAI PHOTO CONTEST
Renè Capovin – Direttore del Musil – Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia
Intervengono
Elettra Carrozzino – Assessore alla cultura del Comune di San Felice sul Panaro
Memoria industriale: il contributo della collettività e dell’associazionismo nel racconto dell’industrializzazione della pianura modenese
Il territorio della pianura modenese ha vissuto relativamente tardi, rispetto ad altre più progredite aree geografiche della Nazione, la seconda rivoluzione industriale, contraddistinta dal passaggio dalla produzione primaria a quella secondaria, per giungere poi ad azzerare in pochi decenni qualsiasi distacco coi maggiori centri concorrenti della Penisola. La trasformazione, che ha inciso indelebilmente anche sulle dinamiche della società, a partire dall’emancipazione economica e fino alla generazione di nuovi modelli aggregativi, al tempo già antesignani di contemporanee forme di welfare aziendale, è stata parzialmente indagata sotto l’aspetto produttivo, mentre è rimasto marginale lo studio del suo impatto sullo sviluppo delle comunità coinvolte e sulla fidelizzazione di operatori e conoscenze nel tempo accresciute, consolidate e, in taluni casi, esportate ben oltre i confini nazionali.
Partendo dai patrimoni archivistici aziendali, con i loro contenuti spesso tecnicamente ineccepibili, ma deficitari in quanto a rendicontazioni sociali, alcune recenti esperienze di studio hanno cominciato a colmare proprio il rapporto tra industria e territorio, tra aggregazione lavorativa e conciliazione con gli altri tempi del vivere, tra affezione e nostalgia.
Per fare ciò, costruendo allo stesso tempo memoria industriale condivisa, attraverso un approccio bottom-up e la più ampia partecipazione delle collettività interessate dalla presenza di storiche imprese, nell’accezione più ampia del termine, sono stati coinvolti gruppi locali di ricerca ed aggregatori virtuali di documentazione storica. Il risultato che ne è scaturito ha visto la recente realizzazione di pubblicazioni su questi nuovi temi di ricerca e la presentazione di strumenti on-line utili per favorire il coinvolgimento, non necessariamente accademico, dei soggetti partecipanti, attivi in prima persona in queste indagini e capaci di offrire nuove ed inaspettate declinazioni di un tema fondamentale per lo sviluppo e la ricchezza del Paese.
Protagonisti della tavola rotonda:
Sandra Losi, Centro Studi Solieresi
Fabrizio Artioli, Al Barnardon
Davide Calanca, Gruppo Studi Bassa Modenese
relatori
Fabrizio Artioli – Storici appassionati si scoprono incubatori di conoscenza
Arch. Sandra Losi – Il ruolo dei Centri Studi nella provincia di Modena
Arch. Davide Calanca – Dalla nostalgia a nuove opportunità di ricerca
Sandra Losi
Laureata in Architettura a Firenze nel 1982 con il massimo dei voti e la lode. Esercita la libera professione dal 1984 sia in forma singola sia in collaborazione con altri professionisti.
Gli incarichi svolti, in prevalenza per Committenza privata, sono relativi più al recupero, alla ristrutturazione e al restauro, anche di edifici vincolati, oltre che alla nuova realizzazione di edifici residenziali o destinati ad attività terziarie, artigianali e industriali. In vari interventi ha applicato criteri di bioedilizia e riqualificazione energetica, sperimentando anche l’impiego di nuove tecnologie costruttive. Da alcuni anni svolge incarichi e partecipa a concorsi sui temi della riqualificazione dell’ambiente urbano ed alla progettazione degli spazi aperti e del paesaggio, inclusa la sistemazione a verde di spazi privati.
Per l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Modena, del quale è stata consigliere segretario; è
referente al Tavolo Tecnico Congiunto per la ricostruzione privata post‐sisma 2012 attivo presso la struttura commissariale della Regione Emilia‐Romagna.
È presidente del Centro Studi Solieresi e svolge attività divulgativa attraverso la partecipazione a dibattiti e convegni. Nell’ambito di IF Festival ha portato l’esperienza del volume “Areilos. Storie di uomini e donne a Soliera”.
Fabrizio Artioli
Insieme al fratello Paolo è gestore del sito web “Al Barnardon”, termine col quale si ricorda, in origine, un antico lunario dialettale mirandolese, dato alle stampe nel 1879 e tutt’ora esistente. Un unico foglio che riportava al tempo, oltre le lune, gli eventi della Bassa Emiliana, i proverbi, le date per imbottigliare e seminare e, ogni anno, al Dascors General, un commento dei fatti avvenuti nell’anno in corso. Da una decina d’anni è anche un sito web, www.albarnardon.it, che, oltre ad essere una testata giornalistica, è anche un archivio fotografico e storico che vede al suo attivo centinaia di migliaia di visualizzazioni all’anno. Nell’ambito di IF Festival
Paolo Galassi
Regista e autore, noto per il suo impegno in progetti documentaristici e sociali che valorizzano la memoria storica e il territorio. Tra i suoi lavori più significativi figurano i documentari “I Ragazzi del Columbus”, un omaggio alla cultura musicale e sociale degli anni ’80 e ’90, e opere come “Forza!” È inoltre celebre per aver partecipato a “Sepulchrum II – Wasteland” (2019), “Tornatore’s Way” (2021) e “Sepulchrum III – Gangs of Bronx” (2021), sta dirigendo “Kristian Ghedina – Storie di Sci”. Nel 2021 ha diretto il docufilm “Noi che lavoravamo alla Del Monte”, presentato nell’ambito di IF Festival.
Davide Calanca
Maestro d’arte della ceramica, laureato con lode in architettura a Ferrara nel 2004. Ha conseguito il diploma della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e Paesaggio con lode presso il Politecnico di Milano nel 2009. Dottore di Ricerca in Storia dell’Architettura presso l’Università di Parma nel 2024. Architetto libero professionista, scrittore e divulgatore, studioso dell’architettura dal XVIII al XX secolo, responsabile di cantieri di restauro monumentale a Roma e nelle province di Modena, Reggio Emilia e Bologna. Consigliere del Gruppo Studi Bassa Modenese, ha all’attivo molte pubblicazioni tra articoli, curatele e monografie sulle tematiche della storia dell’architettura e del restauro di beni culturali, l’assistenza alla didattica presso la Facoltà di Architettura di Ferrara e, come relatore e curatore, numerose conferenze e mostre. Ha ricoperto la carica di consigliere Tesoriere e consigliere dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Modena e della Fondazione Architetti di Modena dal 2017 al 2025. Consigliere di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, dal 2021 membro del Comitato Tecnico Scientifico del Centro di Documentazione Sisma Emilia 2012. Nell’ambito di IF Festival ha portato l’esperienza del volume “L’uomo Del Monte ha detto sì. Storia di un’impresa a San Felice sul Panaro”.
Intervengono
Michele Goldoni – Sindaco di San Felice sul Panaro
relatori
Dott.ssa Palma Costi – già Assessora Regionale alla ricostruzione – Dalla catastrofe alle risposta istituzionale
Dott. Enrico Cocchi – Direttore dell’Agenzia per la Ricostruzione – L’attività dell’Agenzia per la Ricostruzione
Percorrendo a ritroso nel tempo l’attività di Angelo Mangiarotti emerge tutta la singolarità di un linguaggio progettuale che, seppure formatosi tra gli anni Quaranta e Sessanta del secolo scorso entro esperienze culturali comuni a un’intera generazione di giovani progettisti, segnati dagli stessi maestri e da analoghe traiettorie di viaggio, ha rivelato al contempo l’unicità di una ricerca autenticamente nuova e moderna. Un processo architettonico, basato su un metodo combinatorio liberato da principi, metodi, regole preordinate, che genera in ogni suo progetto esiti particolari, in stretta osservanza ai sistemi costruttivi avanzati. Gli elementi in gioco, pochi ed essenziali, sviluppano la loro sequenza in una ritmicità regolare tendente all’infinito, mutevole e pluridirezionale, dimostrando come alla riduzione dei mezzi corrisponda un’esemplare ricchezza di soluzioni. Con il risultato di un’assoluta eleganza formale, rimarcata da una precisione strutturale calligrafica e dall’uso di un linguaggio corretto e sempre originale.
relatori
PROF. FRANCESCA CASTANO’
PhD in Storia e Conservazione dei beni architettonici, è professore ordinario di Storia dell’Architettura presso Università della Campania Luigi Vanvitelli
Organizzato da Ordine Architetti P.P.C. di Rimini e Associazione Archirì Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Rimini
Da tempo, a seguito dei cambiamenti di molti processi produttivi industriali, si è verificato un progressivo abbandono dei luoghi che di quei processi ne erano l’espressione più concreta. Tale fenomeno si è manifestato a scale diverse e, in non pochi casi, questo processo ha interessato anche aree di dimensioni estese, dall’alto valore strategico per le città ed il territorio circostante. Gli esiti più manifesti si sono palesati in veri e propri “vuoti urbani” segnati, con il tempo, da uno stato di abbandono e di degrado, con una notevole ricaduta negativa sulle condizioni sociali delle comunità locali.
L’iniziativa, che si sviluppa su due giornate, con una visita all’ex fornace di Bellaria, un seminario tematico, una visita all’ex cementificio Buzzi Unicem e al Parco della Zolfo a Pennabilli, più una mostra dal titolo “Fabbriche e riusi” (con fotografie dell’arch. Alessandro Costa e documentazione grafica dell’arch. Massimo Bottini in collaborazione con AIPAI) vuole indagare la modalità con cui diverse comunità si sono attivate nel tentativo non solo di denunciare le molteplici criticità del fenomeno, ma, soprattutto, nell’avanzare proposte atte ad innescare processi di rigenerazione capaci di restituire questi luoghi ad un più ampio orizzonte di patrimonio di comunità.
relatori
PROF. ARCH. MARINA DOCCI
UNIVERSITÀ LA SAPIENZA DI ROMA, VICE-PRESIDENTE AIPAI
ARCH. MANUEL RAMELLO
ARCH. CRISTINA NATOLI
CONSIGLIO DIRETTIVO AIPAI
ARCH. SILVIA TARDELLA
DIRETTIVO AIPAI
PROF. ING. EDOARDO CURRÀ
UNIVERSITÀ LA SAPIENZA DI ROMA, PRESIDENTE AIPAI
ARCH. MASSIMO BOTTINI
AIPAI, DELEGATO NAZIONALE AMODO (Alleanza Modalità Dolce)
PRESIDENTE ITALIA NOSTRA (Sezione Valmarecchia)
Scuole Superiori lavorano con il metodo del Design Thinking.
Un percorso di co-design, rivolto a due classi quarte degli studenti dell’ISS A. Venturi e ISS F. Corni, per riflettere sugli edifici e le aree industriali di Modena e co-progettare proposte innovative dei volumi, degli spazi interni, nella connessione con il tessuto urbano per favorire una trasformazione orientata al futuro e a “misura d’uomo”.
Incontro pubblico di esposizione e premiazione degli elaborati degli studenti.
realatori
Andrea Panzavolta e Claudio Sgarbi, Consiglieri della Fondazione degli Architetti di Modena
Il concorso fotografico IF: Industria Festival Architettura “E se fosse …”, è stato ideato per invitare i cittadini modenesi a segnalare come vorrebbero vedere trasformati gli edifici industriali degradati.
Incontro pubblico di premiazione dei 5 elaborati selezionati dalla Giuria e mostra degli elaborati ricevuti.
relatori
Andrea Panzavolta, Consigliere della Fondazione degli Architetti di Modena